Posizione di solvibilità

Copertura del requisito patrimoniale di solvibilità

I processi di gestione dei rischi e del capitale hanno l’obiettivo di gestire in maniera integrata la posizione di capitale (o posizione di solvibilità) e il profilo di rischio di Gruppo.

La posizione di solvibilità è definita come rapporto tra i fondi propri ammissibili (Group Own Funds – GOF) e il requisito patrimoniale di solvibilità (Solvency Capital Requirement – SCR).

La posizione di solvibilità preliminare6 è pari a 216% al 31 dicembre 2018. L’incremento di 9 p.p. rispetto all’anno precedente è dovuto principalmente al contributo significativo della generazione di capitale normalizzato e alle modifiche del Modello e operazioni straordinarie (fusioni, acquisizioni e dismissioni) del periodo, che eccedono la varianza negativa derivante dai mercati finanziari e il dividendo previsto.

I dati relativi al SCR e al requisito di capitale minimo (cd. Minimum Consolidated Group SCR - MCR) di seguito riportati, si basano su una stima preliminare.

Copertura SCR

31/12/201831/12/2017
GOF 44.146 45.880
SCR  20.479 22.191
Solvency Ratio  216% 207%

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017

1. FONDI PROPRI DI GRUPPO

I fondi propri di Gruppo sono calcolati come somma dei fondi propri di base consolidati relativi alle compagnie di assicurazione e alle altre entità non soggette ad altra normativa settoriale di solvibilità e fondi propri attribuibili a compagnie non assicurative, definiti sulla base dei rispettivi regimi regolamentari settoriali.

I fondi propri di base sono calcolati come somma:

  • dell’eccedenza del valore delle attività sulla passività seguendo la valutazione Solvency II;
  • a cui si aggiunge il debito subordinato ammissibile dei fondi propri di base (Basic Own Funds);
  • a cui vengono dedotti i dividendi previsti;
  • a cui si aggiungono i fondi propri relativi agli utili non realizzati per l’attività di fondi pensione francesi previsti per il regime transitorio7 degli IORP8;
  • a cui vengono dedotte le partecipazioni in entità settoriali;
  • a cui vengono dedotti i fondi propri restricted e le azioni della Capogruppo, a seguito dell’applicazione di filtri regolamentari su voci non disponibili a livello di Gruppo.

Il contributo ai fondi propri di Gruppo di ciascuno dei suddetti componenti è dettagliato nella seguente tabella:

Componenti dei Fondi propri di Gruppo (GOF)

(in milioni di €) 31/12/201831/12/2017
Eccedenza delle attività sulle passività  38.225 39.520
Debito subordinato in fondi propri di base 8.625 8.931
Dividendi previsti -1.413 -1.330
Plusvalenze non realizzate sui fondi pensione francesi che adottano le misure transizionali IORP 933 1.703
Deduzioni di partecipazioni in entità settoriali -2.089 -2.535
Impatto delle minorities e filtri di trasferibilità e altre deduzioni -1.389 -1.483
Fondi propri di base dopo le deduzioni 42.893 44.806
Contributo delle entità settoriali 1.253 1.074
GOF 44.146 45.880

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017.

Relativamente alle componenti dei fondi propri di Gruppo, si può notare:

  • la diminuzione dell’eccedenza delle attività rispetto alle passività (€ -1.295 milioni) è principalmente attribuibile al pagamento del dividendo 2017 effettuato nel corso del 2018;
  • la riduzione del debito subordinato ammissibile dei fondi propri di base è dovuta a € 250 milioni di rimborso anticipato avvenuto nel corso del 2018;
  • i dividendi previsti sono dedotti per un importo di € -1.413 milioni;
  • la riduzione del contributo delle plusvalenze non realizzate sul business IORP (€ -770 milioni) deriva dalla progressiva riduzione annuale richiesta dal regolatore francese;
  • la variazione delle deduzioni per partecipazioni in entità settoriali (€ -446 milioni) è guidata dal minor valore (di mercato quotato) della partecipazione in Banca Generali;
  • l’impatto delle minorities e dei filtri di trasferibilità e delle altre deduzioni diminuisce i fondi propri di Gruppo per un importo di € -1.389 milioni;
  • l’incremento del contributo delle entità settoriali (€ 179 milioni) riflette il maggior capitale detenuto dalle entità del Gruppo operanti nel settore finanziario.

Riconciliazione tra patrimonio netto IFRS e l’eccedenza delle attività sulle passività Solvency II

La riconciliazione tra patrimonio netto IFRS e l’eccedenza delle attività rispetto alle passività Solvency II per il 2018 viene presentata nella seguente tabella:

Riconciliazione tra patrimonio netto IFRS con l’eccedenza delle attività sulle passività Solvency II

(in milioni di €)31/12/201831/12/2017
Patrimonio netto IFRS (al lordo degli interessi di terzi - minorities) 24.643 26.177
Attivi immateriali  -10.712 -10.790
Rivalutazione al mercato delle attività  9.310 9.867
Rivalutazione al mercato delle passività 22.826 21.669
Impatto delle imposte differite nette -7.843 -7.404
Eccedenza delle attività sulle passività 38.225 39.520

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017.

I principali elementi da considerare nella riconciliazione tra il patrimonio netto IFRS (€ 24.643 milioni) e l’eccedenza delle attività rispetto alle passività Solvency II (€ 38.225 milioni) sono i seguenti:

  • attivi immateriali (€ -10.712 milioni) eliminati in quanto non riconosciuti secondo Solvency II; 
  • rivalutazione al mercato delle attività: aggiustamento (€ 9.310 milioni) dovuto essenzialmente alla valutazione al fair value degli immobili (€ 8.541 milioni); 
  • rivalutazione al mercato delle passività: aggiustamento (€ 22.826 milioni) dovuto principalmente alle riserve tecniche nette (€ 23.898 milioni per effetto della differenza tra la valutazione IFRS e Solvency II); 
  • impatto delle imposte differite nette (€ -7.843 milioni) come conseguenza delle variazioni al fair value delle voci di cui sopra.

Fondi propri di Gruppo classificati per livelli (Tiering)

I fondi propri di Gruppo sono classificati in tre livelli (Tiers), che rappresentano diversi livelli di qualità in termini di capacità di assorbimento delle perdite dovute a fluttuazioni di mercato avverse su base continuativa e in caso di liquidazione9.

I fondi propri ammissibili sono classificati in Tier come segue:

  • il Tier 1 include il capitale sociale e le relative riserve per sovrapprezzo delle azioni, le riserve di utili (surplus funds) delle compagnie tedesche e austriache, la riconciliazione delle riserve e i fondi propri addizionali derivanti dalle attività francesi IORP; 
  • il Tier 1 (limitato) include il debito subordinato non datato; 
  • il Tier 2 include la parte rimanente del debito subordinato classificato come datato; 
  • il Tier 3 include le imposte differite attive nette, contraddistinte da un livello di qualità inferiore in termini di capacità di assorbimento delle perdite.

I fondi propri di Gruppo sono dettagliati per livelli (Tier) nella seguente tabella:

Fondi propri di Gruppo per Tier

(in milioni di €) 31/12/201831/12/2017
Tier 1 (non limitato) 35.459 36.870
Tier 1 (limitato) 3.276 3.603
Tier 5.349 5.328
Tier 62 79
GOF  44.146 45.880

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017

2. SOLVENCY CAPITAL REQUIREMENT

Il requisito patrimoniale di solvibilità (SCR) copre i rischi di sottoscrizione, finanziari, di credito e operativi come riportato di seguito:

SCR split by risk

(€ million)31/12/201731/12/2016
 TotalImpact (%) TotalImpact (%) 
SCR before diversification 31,823 100% 34,284 100%
Financial risk (1) 13,437 42% 13,156 38%
Credit risk (2) 8,342 26% 9,468 28%
Life underwriting risk 3,437 11% 3,519 10%
Health underwriting risks 321 1% 635 2%
Non-life underwriting risk 4,071 13% 5,245 15%
Intangible risk - - - -
Operational risk 2,216 7% 2,261 7%
Diversification benefit -6,888 -7,330
SCR after diversification 24,935   26,954  
Tax absorption -5,567 -5,908
SCR excl. other regimes 19,367 21,046  
Other regimes (3) 1,111 1,144  
SCR 20,479 22,191  

Preliminary figures for 2018, official figures for 2017
(1) Financial risk includes spread risk for standard formula entities
(2) Credit risk includes default risk, spread widening and rating migration risks for PIM entities
(3) Within this category other regulated financial entities are included (e.g. IORP, banks etc.)

La determinazione del SCR evidenzia che:

  • i rischi finanziari e di credito, sono pari al 68% del totale SCR prima della diversificazione, data la predominanza del business vita tradizionale;
  • i rischi di sottoscrizione vita e non vita, sono pari rispettivamente all’11% e al 13% del totale SCR prima della diversificazione; in tale ambito i rischi catastrofali (CAT) presentano un impatto limitato grazie ad un ampio programma di riassicurazione;
  • i rischi di sottoscrizione malattia, relativi alle compagnie valutate con la formula standard, sono pari all’1% del totale del SCR prima della diversificazione; 
  • i rischi operativi contribuiscono al SCR di Gruppo per il 7%. Questo contributo è determinato secondo la formula standard.

Per ogni categoria di rischio viene fornita un’ulteriore spiegazione nella sezione D. Profilo di rischio.

Copertura del Requisito patrimoniale minimo

In aggiunta alla copertura del SCR, si determina il Minimum Consolidated Group SCR (MCR). Il calcolo del MCR è richiesto al fine di determinare il livello minimo di capitale sotto al quale il Gruppo sarebbe esposto a un livello di rischio inaccettabile laddove autorizzato a proseguire le attività.

Il Minimum Solvency Ratio preliminare10 è pari a 256% al 31 dicembre 2018, con un aumento pari a +8 p.p. rispetto all’esercizio precedente. La copertura è presentata nella seguente tabella.

Copertura MCR

(in milioni di €)31/12/201831/12/2017
GOF a copertura del MCR 40.665 42.862
MCR  15.915 17.318
Rapporto tra GOF e MCR 256% 248%

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017

Per definire la copertura del MCR, sono applicate regole più stringenti per l’ammissibilità dei fondi propri11. I fondi propri ammissibili alla copertura del MCR sono di seguito presentati:

GOF a copertura del MCR

(in milioni di €) 31/12/201831/12/2017
Tier 1 (non limitato) 12 34.206 35.796
Tier 1 (limitato) 3.276 3.603
Tier 3.183 3.464
GOF a copertura del MCR 40.665 42.862

Valori preliminari per il 2018, valori ufficiali per il 2017

Modello Interno Parziale di Gruppo (PIM di Gruppo)

Generali ritiene che il PIM di Gruppo sia il metodo più idoneo ai fini della rappresentazione del profilo di rischio, sia a livello del Gruppo, sia delle compagnie nel perimetro, in termini di granularità, calibrazione e correlazione tra i diversi fattori di rischio.

Il PIM di Gruppo è strutturato sulla base della mappa dei rischi (cd. Risk Map), che riporta tutti i rischi quantificabili che il Gruppo ha identificato come rilevanti, prevedendo il calcolo del SCR sia a livello di singolo rischio sia a livello aggregato.

Metodologia del PIM di Gruppo

Nell’implementazione del Modello, il Gruppo ha adottato l’approccio Monte-Carlo con “proxy function”, per determinare la cd. distribuzione di probabilità (Probability Distribution Forecast - PDF) delle variazioni dei fondi propri di base su un orizzonte temporale di 1 anno.

La distribuzione di probabilità dei fondi propri consente di determinare le perdite potenziali ad ogni percentile per i rischi nel perimetro ed in particolare il SCR che corrisponde al 99.5-esimo percentile. La misura di rischio utilizzata è il VaR (Value at Risk - VaR). Il metodo Monte-Carlo è ampiamente utilizzato nel settore assicurativo e consente la determinazione di risultati, utilizzando le caratteristiche insite nei campionamenti casuali ripetuti per la simulazione degli eventi più complessi del mondo reale. Le proxy function sono funzioni matematiche che simulano l’interazione tra i driver di rischio e i portafogli assicurativi e producono risultati ad un elevato livello di affidabilità.

Nella procedura di calibrazione dei rischi si prendono in considerazione sia aspetti quantitativi che qualitativi. Il processo di aggregazione prevede l’utilizzo di tecniche matematiche avanzate in linea con le best practice sul mercato. Le dipendenze tra i rischi sono definite attraverso l’uso di un approccio basato sulla teoria delle copule che valuta l’interazione tra diversi driver di rischio attraverso simulazioni generate dal metodo stocastico Monte-Carlo.

Governance del PIM di Gruppo

La governance e i processi relativi al PIM di Gruppo sono definiti nella Group Internal Model Governance Policy con la finalità di:

  • mantenere il PIM e i suoi componenti appropriati per il loro scopo;
  • definire procedure per disegnare, implementare, utilizzare e validare i nuovi modelli e i relativi cambiamenti; 
  • confermare su base continuativa l’appropriatezza dei modelli.

La Group Internal Model Change Policy definisce i ruoli e le responsabilità nell’implementazione di cambiamenti major e minor al Modello, normando le attività inerenti allo sviluppo del PIM di Gruppo, necessarie per assicurarne l’appropriatezza nel tempo e, più in generale, per supportare il processo di cambiamento del Modello Interno.

Nell’ambito della governance del Modello, è stato istituito l’Internal Model Committee, con la responsabilità di approvare le calibrazioni del PIM di Gruppo, per supportare il Chief Risk Officer di Gruppo (GCRO) nel processo decisionale sugli sviluppi (o sui cambiamenti) e per garantirne il monitoraggio durante il suo intero ciclo di vita, assicurandone il corretto funzionamento secondo la Group Internal Model Governance Policy. Il Comitato è presieduto dal Model Design Authority, responsabile di assicurare la coerenza e l’affidabilità complessiva del PIM di Gruppo.

Il GCRO definisce i processi e i controlli per assicurare la continua appropriatezza del disegno e dell’operatività del PIM di Gruppo, affinché rifletta in modo adeguato il profilo di rischio del Gruppo. Inoltre, il GCRO è responsabile della definizione delle metodologie per ogni componente del Modello, sulla base di quanto proposto dall’Internal Model Committee di Gruppo, così come della produzione dei risultati e infine, della presentazione all’AMSB della documentazione relativa al Modello Interno.

L’AMSB, assistito dal Comitato Controllo e Rischi (CCR), assicura la continua appropriatezza del disegno e dell’operatività del PIM di Gruppo, la sua conformità e che il PIM di Gruppo continui a riflettere in modo appropriato il profilo di rischio del Gruppo.

Questi ruoli sono generalmente previsti anche nella struttura organizzativa di ogni compagnia del Gruppo rientrante nel perimetro del PIM.

Nel corso dell’anno, non ci sono state modifiche sostanziali nella governance del PIM.

Validazione del PIM di Gruppo

Il PIM di Gruppo è soggetto, su base continuativa, ad un processo di validazione indipendente, con l’obiettivo di garantirne la completezza, la solidità e l’affidabilità dei processi e dei risultati, nonché la loro conformità ai requisiti di Solvency II.

Il processo di validazione segue i principi e le procedure definite nella Politica di validazione del Modello Interno di Gruppo (Group Internal Model Validation Policy) e nelle relative linee guida.

In particolare, gli esiti del processo di validazione sono strutturati al fine di supportare l’Alta Direzione e l’AMSB nella comprensione dell’appropriatezza del PIM di Gruppo e includono le aree di miglioramento in cui il PIM presenta punti di attenzione e limitazioni, con particolare riferimento al suo utilizzo.

Per garantire un adeguato livello d’indipendenza, le risorse che eseguono le attività di validazione non sono coinvolte nello sviluppo e nell’operatività del PIM di Gruppo. Nell’ambito del processo di validazione vengono presi in considerazione i risultati ottenuti durante i cicli di validazione svolti negli esercizi precedenti, così come gli sviluppi nel contesto di business (interno ed esterno), l’andamento dei mercati finanziari e le modifiche al PIM di Gruppo. Il processo di validazione esclude agli aspetti già coperti dalle verifiche della Funzione Attuariale di Gruppo (in termini di riserve tecniche, strutture IT, piattaforme attuariali e loro governance).

Inoltre, il processo di validazione funge da meccanismo d’incentivo per assicurare il tempestivo e accurato aggiornamento di miglioramenti al Modello Interno.

Al fine di garantire l’appropriatezza dell’insieme degli elementi che costituiscono il PIM di Gruppo, la validazione non si basa solo sugli aspetti quantitativi, ma anche su quelli qualitativi, non limitandosi ad aspetti di calcolo e alla metodologia. Altri elementi importanti come la data quality, la documentazione e gli usi del Modello Interno sono validati di conseguenza.

Il processo di validazione viene condotto su base annua e, in ogni caso, laddove richiesto dall’AMSB o dall’Alta Direzione (ad esempio in caso di modifiche al PIM).

6 Nella presente Relazione i valori di SCR e MCR sono da intendersi stime preliminari, come previsto dal Provvedimento IVASS n.53, 2016. Maggiori dettagli sulla posizione di solvibilità saranno presentati nella Relazione sulla Solvibilità e Condizione Finanziaria (cd. Solvency and Financial Condition Report – SFCR).
7 Questi fondi propri addizionali sono stati autorizzati dall’Autorità di Vigilanza dal 2016 al 2022, periodo in cui la percentuale di utili non realizzati ammissibili diminuiranno gradualmente.
8 Per IORP si intende Institutions for Occupational Retirement Provision.
9 Per garantire un’elevata qualità del capital disponibile, i livelli di Tier 2 e Tier 3 ammissibili a copertura del SCR sono soggetti ai seguenti limiti: l’importo ammissibile delle voci Tier 1 deve essere almeno la metà del SCR; in caso di passività subordinate ammissibili e azioni privilegiate eccedenti il 20% del totale del Tier 1, si declassano al Tier 2. L’importo ammissibile delle voci Tier 3 deve essere inferiore al 15% del SCR. La somma degli importi ammissibili di Tier 2 e Tier 3 non deve eccedere il 50% del SCR.
10 Nella presente Relazione i valori di SCR e MCR sono da intendersi stime preliminari, come previsto dal Provvedimento IVASS n.53, 2016. Maggiori dettagli sulla posizione di solvibilità (Solvency Ratio) saranno comunicati nella Relazione sulla Solvibilità e Condizione Finanziaria (cd. Solvency and Financial Condition Report – SFCR).
11 L’ammontare delle voci Tier 2 e Tier 3 ammissibili alla copertura del MCR è soggetto a limiti quantitativi più stringenti. L’ammontare ammissibile delle voci del Tier 1 deve essere almeno pari all’80% del MCR; la stessa limitazione vale per le passività subordinate e per le azioni privilegiate. L’ammontare ammissibile di voci Tier 2 non deve eccedere il 20% del MCR. Il Tier 3 non è ammesso a copertura del MCR. Il capitale relativo ad altri settori regolamentati non è ammesso.
12 Il Tier 1 comprende anche il capitale disponibile delle compagnie di settore e gli utili e le perdite non realizzate relative al business IORP francese come concordato con l’Autorità di Vigilanza.